Una risposta condivisa

Abbiamo deciso di scrivere per raccontare ciò che è successo oggi, non per dargli importanza anzi forse al contrario per togliergliela. Oggi il nostro orto condiviso ha subito il primo tentativo di furto. Il secondo in realtà se contiamo anche i tavoli che sono stati rubati in un deposito ancor prima che potessero arrivare nell’orto. Il primo se parliamo di un fatto avvenuto nella nostra area. Premettiamo subito che alla fine tranne un rotolo di telo agricolo, un forcone e qualche danno al box attrezzi e ai lucchetti i nostri simpatici usurpatori non sono riusciti a portarci via altro.
Sappiamo bene che chi compie questi gesti non leggerà di certo né questo blog nè i giornali su cui comunque abbiamo chiesto di pubblicare la notizia. Perciò scriviamo a tutti gli altri. I tanti che credono nei valori sociali e che con l’impegno quotidiano si danno da fare e sostengono iniziative come la nostra.
Noi di questo mondo, che a noi non piace pensare minoritario, non capiamo come sia possibile che qualcuno entri furtivamente in un’area pubblica per cercare di rubare pochi attrezzi di scarso valore economico (ma di enorme valore sociale) che pure sono pubblici.
Lo sfregio che abbiamo vissuto oggi non ha valore materiale ma emotivo.
Quell’area è curata e vissuta come un luogo, una seconda casa. Un posto dove tante persone, i volontari, le associazioni e gli enti della rete che hanno sostenuto il progetto, i cittadini, gli utenti delle comunità delle diverse abilità e da poco anche i richiedenti asilo vivono momenti di aggregazione e di socialità.
Da Coltiviamo Cesano arriva una risposta chiara e semplice. Arriva tra le facce di quelli che oggi sono arrivati all’orto e hanno trovato la sorpresa. Arriva con Paola che saputa la notizia sceglie di passare nonostante i mille impegni, con Alberto e Paolo che tentano di aprire il cassone deformato dal tentativo di scasso. Da Giandomenico che arriva con la volante per fare il verbale, da Tullio e Rosy che cercano prima il seghetto per aprire un lucchetto scassinato e poi corrono a comprarne di nuovi. Da Marina che arriva per scrivere l’articolo sul suo giornale. Dai ragazzi del centro diurno disabili che ci aiutano a montare il telo della serra e a rimettere tutto in ordine. Da Gionata che al telefono raccoglie la nostra richiesta di scrivere un articolo sull’altro settimanale di zona. Da Massimiliano che ci indirizza alla denuncia contro ignoti. Da Carlo che chiede informazioni sui danni. Da Angelo che con i suoi ottanta e passa scuote la testa e dice amareggiato “questo paese non cambierà mai”. Sentire un gruppo che si stringe intorno alla propria realtà, costruita con gioia e fatica fa bene perché conferma quel senso di identità che cerchiamo ogni giorno di costruire. Ci fa pensare che è proprio vero: non tutto il male viene per nuocere…

Arrivano le risposte e Coltiviamo Cesano dopo un momento di sconcerto le vede, le sente e reagisce. Oggi abbiamo piantumato un altro albero.

Non sarà nè la prima nè l’ultima volta, lo sappiamo bene, ma la nostra risposta è chiara e semplice: noi con la forza ed il coraggio delle nostre idee continuiamo.

Vi chiediamo di far girare questo post, di linkarlo, di scrivere il vostro commento perché la voce di chi vive la socialità come valore deve essere forte e deve farsi sentire.

Annunci

7 commenti Aggiungi il tuo

  1. Angelo e Paola ha detto:

    •Per essere creativi non bisogna partire dalle buone vecchie cose, bensì dalle cattive cose nuove. (B. Brecht)

  2. chase ha detto:

    che cattiveria! non ci posso credere.

  3. Dario ha detto:

    Che dire di più. Forse è bene ricordare che “…. dal letame nascono i fiori…..” ed è proprio così! Ciao, Dario

  4. Leonardo Guanziroli ha detto:

    Esiste una emergenza educativa allarmante e tutti noi dobbiamo dare esempio di civiltà e civismo.
    Senza farci prendere dalla “rabbia” o dallo sconforto. Andate avanti, non demordete amici di Coltiviamo Cesano!! Danneggiare la cosa comune è una offesa al buon senso e ed evidenzia la palese idiozia e ignoranza di chi compie gesti di questo genere. Sicuramente non sono persone povere ,ma povere persone.
    Leonardo

  5. Anto ha detto:

    Non vi scoraggiate, purtroppo a volte il lavoro di molti tenta di venir degradato dalla solitudine e la pochezza di pochi. Talvolta portano via dai giardini condivisi anche piante. Se non già fatto ( mi riprometto sempre di venirevi a trovare) provate a metter dei cartelli evidenti che spiegano che l’orto non è privato, è collettivo, gli attrezzi sono per tutti e che chiunque può partecipare rispettandolo. Sono con voi!

  6. Siamo solidali con voi. Purtoppo succedono queste cose, anche al Giardino degli Aromi avevano rubato tanti attrezzi…
    Ma insistiamo e resistiamo!

  7. Voglio farvi sentire tutta la mia vicinanza. Possiamo anche vederla così: l’atto vandalico o il tentativo di furto per realtà come la vostra è la conferma che qualcosa di bello e di buono si sta costruendo… Reagire rilanciando è d’obbligo! Un abbraccio. Gianluca D’Amato

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...