Le idee per Cesano

Prima di fare una panoramica delle idee per  Cesano  vorrei cercare di spiegare in breve le mie motivazioni, perché credo sia importante quando si racconta un progetto spiegare anche da quale idea abbia preso  forma e colore.

Sono giovane, ancora abbastanza, ma già incastrata in una vita che da’ poco respiro e che restituisce poco spazio ai valori reali che dovrebbero riempire invece la vita di tutti noi.

Corro come una matta e trattengo poco di tutto. Poca aria, poca vita, poco tempo, pochi soldi e troppo, di questo sì, lavoro.

Come tanti giovani (quelli che comunemente vengono chiamati fricchettoni) ho spesso pensato di scappare in qualche sperduta campagna o cucuzzolo di montagna per vivere di galline e pomodori autoprodotti.

A trattenermi dal triplo salto carpiato è la ragione di due figli, i miei. Due figli per i quali continuo a pensare che la sana vita di campagna sarebbe certamente più umana e vera di questa condotta qui, ma che nonostante tutto questo mi tengono salda all’idea che forse per loro e con loro  vale la pena di provare a costruire un mondo migliore.

Così è cominciata la mia ricerca e dopo nottate passate su internet a cercare chissà quale ricetta magica mi sono imbattuta negli orti urbani.

Si è aperto un mondo, nel vero senso della parola, perché di questi progetti ce ne sono ovunque.

Ciò che ho trovato in breve potete trovarlo nella presentazione ora però forse è il caso di raccontarvi cosa amerei per questo paese.

L’orto non è condiviso  se non è fatto insieme pertanto non ho nessuna intenzione di lanciare un progetto in solitaria…altrimenti me ne sarei scappata in montagna e basta!

Posso disegnare la mia idea e sperare che arrivi agli altri. Che gli altri provino ad immaginare qualcosa di vicino a loro e che tutti insieme si provi a disegnare il quadro della nostra nuova città.

Vorrei che l’orto fosse un posto dove poter coltivare tutto, dagli ortaggi alle amicizie.

Vorrei avere un tavolo e tante sedie. Vorrei che ci si incontrasse ogni tanto a mangiare salame e formaggio e a bere un bicchiere di vino.

E che se quel giorno sto a pezzi e di bagnare l’orto non se ne può parlare vorrei che ci fosse la Pinuccia che tanto carina me lo bagna lei, perché io per lei farei lo stesso.

Vorrei che ci fosse qualcuno che ogni tanto suonasse la chitarra e che insieme si potesse cantare.

Vorrei feste e artisti di strada, vorrei letture per i bambini.

Vorrei  che i nonni mi spiegassero bene come si pianta e si raccoglie.

Vorrei mangiare un pomodoro che sa di pomodoro.

Vorrei la soddisfazione di averlo coltivato proprio io.

Vorrei mangiarlo felice di sapere che non contiene sostanze tossiche.

Vorrei raccoglierne così tanti da poter ridistribuire le eccedenze alle associazioni che sostengono le famiglie in gravi difficoltà economiche.

Vorrei sapere che ci sono mesi nell’anno in cui al posto dei pomodori ci sono le verze…e quelle bisogna mangiare!

Vorrei un paese colorato, vivo e curato.

Un paese dove i giovani possano smettere di cliccare col mouse “mi piace” soli davanti ad un programma che di sociale, a parte il titolo, non ha niente e vederli ridere intorno ad altre persone e con in mano il mio stesso pomodoro sentirli dire “MI PIACE”… e adesso… postate questa!!!!

Emanuela

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